Cioccolato

Il magico viaggio del bean to bar

· NINA KAKAW

Dalla fava alla tavoletta, ogni passaggio è cura: il percorso bean to bar fra Amazzonia, Dolomiti e impegno sociale.

Fave di cacao essiccate al sole

Immagina un seme che viaggia dal cuore di una foresta tropicale fino al palato, attraversando mani e sapienze che lo trasformano. Questo viaggio, che spesso diamo per scontato, è al centro della filosofia bean to bar — e del progetto NINA KAKAW, che lo intreccia con impegno sociale e sostenibilità.

Ogni produzione bean to bar è una piccola odissea: si parte dalla fava di cacao e si seguono tutte le fasi — fermentazione, essiccazione, tostatura, macinatura, concaggio, temperaggio — fino alla tavoletta finita. È un approccio che rifiuta la logica della scatola nera: non si compra un semilavorato, si costruisce il valore passo dopo passo.

  • Il cacao non è anonimo: ogni piantagione, altitudine, varietà e clima lasciano un'impronta sensoriale unica.
  • Le scelte di post-raccolta (fermentazione, essiccazione) fanno la differenza fra una fava mediocre e una sorprendente.
  • Il piccolo produttore non è solo un fornitore: diventa parte della filiera, con relazioni dirette e contratti più equi.
  • Il processo artigianale è più lento, ma garantisce trasparenza e rispetto del gusto puro del cacao.

NINA KAKAW: cioccolato e partecipazione sociale

Nel panorama artigianale italiano, NINA KAKAW intreccia la qualità del bean to bar con una forte missione sociale. Siamo una cioccolateria sociale di Belluno e membro fondatore dell'Associazione Bean to Bar Italia, con materie prime monorigine ed eccellenza sensoriale che incontra l'impatto sociale.

Filiera, tracciabilità e valori agricoli

Le nostre tavolette nascono da cacao monorigine, ad esempio dall'Ecuador, regione amazzonica di Zamora-Chinchipe. Il cacao è acquistato direttamente dalle comunità produttrici e coltivato in sistemi agroforestali integrati — le Chakra — dove il cacao convive con colture alimentari, alberi da legno e piante medicinali, preservando porzioni di foresta. La tracciabilità è seguita anche con informazioni geografiche e immagini satellitari.

In catalogo trovi tavolette al 60%, 70% e 100%, oltre a varietà creative come la Fondente 60% Pino Mugo, che unisce note alpine al cacao amazzonico: un gesto simbolico fra Dolomiti e Amazzonia.

Il valore umano e l'inclusione

Le donne che fanno parte del progetto lavorano in un contesto produttivo, non assistenziale: mettono le mani nella materia prima e acquisiscono competenze tecniche, dalla lavorazione del cioccolato al confezionamento e alla vendita. Il sociale non è un'etichetta esterna, è una componente strutturale: la qualità diventa la via per restituire dignità, opportunità e autonomia.

Dalla foresta alle mani che ricominciano

In Amazzonia ecuadoriana, le cabosse pendono mature fra le fronde. Vengono raccolte, aperte, le fave fermentano ed essiccano al sole. Poi attraversano l'oceano e arrivano a Belluno, dove sono tostate, frantumate, macinate fino a diventare pasta di cacao. Senza aromi industriali, ogni nota che emerge è un'origine.

Nel temperaggio, nelle macchine e nelle mani delle donne che costruiscono una nuova vita, quelle fave trovano corpo e destino: una tavoletta che parla di Amazzonia, Dolomiti, impegno sociale. Questo è il bean to bar con volto, anima e identità.

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