Selezione manuale delle fave di cacao nel laboratorio NINA KAKAW di Belluno
Storie di cambiamento

Sabina: ritrovare una quotidianità tra le fave di cacao

Un percorso di ripartenza costruito attraverso pazienza, precisione e nuovi obiettivi.

4 min di lettura

Sabina lavora nel laboratorio di NINA KAKAW a Belluno. Il suo rientro nel mondo del lavoro è iniziato dalla selezione manuale delle fave di cacao, una mansione precisa e costruita su tempi graduali.

Una vita professionale interrotta

Sabina ha alle spalle un’esperienza professionale costruita in prima persona: per anni ha gestito una propria attività, con le responsabilità e i ritmi che questo comporta.

La chiusura dell’attività e un successivo periodo di fragilità psicofisica hanno interrotto quella continuità lavorativa. Rientrare non è stato immediato: servivano tempi diversi e un contesto in grado di accoglierli.

L’incontro con il SIL e NINA KAKAW

Il contatto con NINA KAKAW è arrivato attraverso il Servizio di Inserimento Lavorativo dell’AULSS, con cui condividiamo la definizione degli obiettivi e il monitoraggio dei percorsi.

Insieme al servizio abbiamo individuato una mansione compatibile con le sue capacità e con il momento che stava attraversando, definendo orari, tempi e passaggi successivi.

Ripartire dalla selezione delle fave

Il primo compito di Sabina è stata la selezione manuale delle fave di cacao: una fase fondamentale della lavorazione bean-to-bar, in cui si eliminano le fave difettose e le impurità prima della tostatura.

È un lavoro che richiede concentrazione, pazienza e cura del dettaglio, e che incide direttamente sulla qualità finale del cioccolato.

Fave di cacao selezionate a mano sul banco di lavoro del laboratorio
La selezione manuale delle fave, prima fase della lavorazione bean-to-bar

Una mansione costruita sulla persona

La mansione non è stata assegnata in modo casuale: è stata scelta perché valorizza precisione e attenzione, e perché permette una progressione graduale nei carichi e nei ritmi.

Non parliamo di un’attività terapeutica, ma di un compito professionale reale, necessario alla produzione e riconosciuto come tale all’interno del laboratorio.

Adesso mi alzo con la voglia di andare a lavorare.

Recuperare routine, fiducia e appartenenza

Con la continuità è tornata una routine: orari, colleghe, obiettivi condivisi. Il laboratorio è diventato un luogo di appartenenza, dove il contributo di ciascuna è visibile nel prodotto finito.

Da questa quotidianità è nata anche la fiducia necessaria per immaginare nuovi obiettivi professionali.

Lavorazione del cioccolato nel laboratorio NINA KAKAW a Belluno

Il desiderio di continuare a imparare

Oggi Sabina desidera continuare il proprio percorso e imparare progressivamente altre fasi della produzione del cioccolato.

È la direzione in cui lavoriamo: percorsi che crescono con la persona, verso una maggiore autonomia e nuove competenze.

Bean-to-bar e valore sociale

Lavorare il cacao dalla fava alla tavoletta

Il metodo bean-to-bar richiede molte fasi manuali e competenze diverse: selezione, tostatura, macinazione, temperaggio, confezionamento. Questa varietà ci permette di costruire mansioni reali e progressive, dentro un’impresa che vive del proprio lavoro e reinveste il valore generato in percorsi di formazione e autonomia.

Fonti e approfondimenti: questa storia è stata raccontata anche nell’ambito della collaborazione tra NINA KAKAW e VHV Assicurazioni.